A confronti uno sguardo su limiti e fragilità della globalizzazione

Servizio comunicazione istituzionale

L’edizione 2022 di confronti, che si è tenuta lo scorso 24 novembre al Campus Est dell’USI a Lugano, ha guardato da una prospettiva locale e internazionale ai limiti e alle fragilità della globalizzazione emersi con le crisi dell’ultimo periodo.

L’appuntamento organizzato dall’Istituto di ricerche economiche (IRE) rientra nella missione dell’Università di dialogo con le realtà de territorio, non per prevedere il futuro ma per proporre riflessioni scientificamente fondate che aiutino a orientarsi, come ha spiegato nel suo saluto il prorettore vicario Lorenzo Cantoni. Il consigliere di Stato Christian Vitta ha da parte sua sottolineato l’importanza di volgere lo sguardo oltre il quotidiano, in un momento di forte accelerazione delle dinamiche macroeconomiche.

"Negli ultimi tre anni è successo quello che non era successo nei cinquant’anni precedenti", ha spiegato la professoressa della Facoltà di scienze economiche dell’USI e vicedirettrice dell’IRE Barbara Antonioli Mantegazzini. Prima la pandemia che ha fermato la filiera e ridefinito i consumi, poi la guerra in Ucraina con i problemi di sicurezza energetica e alimentare, portando a riduzione dei consumi e aumento dei prezzi, senza dimenticare le difficoltà nel trovare personale specializzato. "Se ci chiediamo chi è il colpevole di tutto questo, la prima risposta è “la globalizzazione”: siamo troppo connessi, troppo dipendenti", ha indicato Antonioli Mantegazzini mostrando diversi dati sull’interconnessione internazionale dei mercati. Ma è davvero così? È importante interrogarsi sulle cause dei problemi attuali, anche per delineare le possibili soluzioni. Altrettanto importante in questa situazione è il ruolo del pubblico che può supportare il sistema economico e sociale sia con misure puntuali, sia agendo strategicamente con misure di promozione e formazione.

Pippo Ranci, già Professore di politica economica alla Cattolica di Milano, ha approfondito due aspetti particolarmente critici: da una parte il mercato dell’energia, con le difficoltà a medio e lungo termine di fare a meno del gas russo; dall’altra la transizione energetica con l’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra che richiederà un completo riadattamento del sistema energetico europeo.

Alessia Amighini professoressa all’Università del Piemonte Orientale e co-direttrice dell’Asia Centre dell’ISPI si è soffermata sulle strategie per far fronte alla forte interdipendenza globale che ha caratterizzato gli ultimi anni e che e adesso viene ridotta. Una sorta di ri-globalizzazione con filiere più resilienti, il che spesso significa interne ai confini nazionali o appoggiandosi a “Paesi amici”. Le relazioni economiche internazionali prendono sempre più una forma “a club” rette da equilibri di potere.

L’edizione 2022 di confronti è poi proseguita con una tavola rotonda aperta al pubblico con Beatrice Fasana (Managing Director Sandro Vanini SA), Oscar Gonzalez (Aggiunto al direttore, Divisione della formazione professionale), Giuseppe Perale (Executive Vicepresident & Founder IBI SA) e Andrea Abbatelli (COO Hydac AG). Durante il dibattito è emerso come questi fenomeni globali si ripercuotano sulla realtà economica locale. Si è anche discusso dell’importanza di una visione strategica e di come la formazione e la ricerca siano indispensabili per la competitività internazionale. Ha chiuso l’evento il professor Mario Jametti, direttore d’istituto.