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maggio
2024

La sostenibilità a misura d'uomo è possibile? Le risposte nella ventesima edizione di confronti

Servizio comunicazione istituzionale

Il processo di transizione verso la sostenibilità, in particolare quella ambientale, è stato al centro dell’edizione 2023 di confronti. Il contrasto al cambiamento climatico è sempre più urgente e coniuga ormai consenso politico e vantaggi economici. La sfida principale rimane realizzare infrastrutture che incontrino il gradimento delle comunità locali, come ha spiegato il professor Wüstenhagen nel suo keynote speech durante l’incontro annuale organizzato dall’IRE.

Quella che si è tenuta martedì 28 novembre nell’Aula magna del Campus Ovest Lugano, richiamando circa 150 persone tra personalità della politica e dell’economia, accademici e cittadini e cittadine interessati al tema, è stata la ventesima edizione di confronti: un traguardo importante per questa iniziativa con cui l’Istituto di ricerche economiche (IRE) intende creare uno spazio di discussione con il territorio, guardando al presente e soprattutto al futuro, come ha sottolineato la rettrice dell’USI Luisa Lambertini nel suo discorso di benvenuto. La sfida della transizione ecologica è duplice: richiede investimenti nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, ma anche ascolto delle comunità e delle loro necessità. La rettrice ha poi ricordato che lo sviluppo sostenibile rappresenta un asse imprescindibile della pianificazione della politica universitaria, citando tra le diverse iniziative la Casa della sostenibilità che sarà inaugurata la prossima primavera ad Airolo.

Nel suo intervento, il Consigliere di Stato Christian Vitta ha sottolineato come la sostenibilità possa essere un’opportunità, invitando il settore economico ad affrontare la sfida e le incertezze che ogni fase di cambiamento comporta. Il Cantone si è dotato di un Piano Energetico e Climatico in linea con l’obiettivo della neutralità climatica ed è al fianco delle imprese in questo percorso. Il Consigliere Vitta ha ribadito l’importanza delle istituzioni accademiche, tra cui l’IRE, che dagli anni Sessanta monitora l'andamento dell'economia ticinese e fornisce una lettura preziosa per i decisori politici.

La professoressa Barbara Antonioli Mantegazzini, vicedirettrice dell’IRE, ha introdotto il tema dell’incontro, partendo dalla definizione data dal premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz: “Sostenibilità è crescere, conservare l’ambiente e condividere il benessere”. Così definito, il concetto di sostenibilità dovrebbe mettere tutti d’accordo; in realtà si tratta di un tema fortemente divisivo: le misure in favore della sostenibilità incontrano spesso perplessità e ostilità.

I motivi di questa perplessità sono stati affrontati dal professor Rolf Wüstenhagen dell’Università di San Gallo nella sua relazione. Il passaggio a fonti di energia rinnovabili è fondamentale per ridurre le emissioni di gas serra, ma spesso la realizzazione di parchi eolici o solari incontra l’opposizione delle comunità che vivono in quelle regioni. L’accettazione delle comunità è oggi il principale collo di bottiglia nel percorso di decarbonizzazione, dal momento che l’investimento nelle rinnovabili è diventato economicamente molto vantaggioso.

Wüstenhagen ha evidenziato come alla base dell’opposizione a livello locale vi siano spesso un problema di giustizia distributiva – le comunità che subiscono i disagi sono tagliate fuori dagli eventuali vantaggi – una scarsa fiducia verso le autorità e una conoscenza insufficiente dei progetti e delle tecnologie. Per affrontare queste opposizioni è importante garantire un’equa distribuzione dei benefici, un maggiore coinvolgimento delle comunità anche nella fase di progettazione e un maggiore dialogo, per mostrare l’effettivo impatto degli impianti che si intende realizzare.

La mattinata di confronti è poi proseguita con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, oltre al professor Wüstenhagen, anche Damiano De Marchi, project manager di FVCMS/VSF, Beatrice Petrovich, senior energy and climate analyst di EMBER, e Nicola Tettamanti, presidente di Swissmechanics. La discussione è stata animata da numerose domande del pubblico, con cui i relatori hanno dialogato portando le proprie diverse esperienze. È stato in particolare sottolineato l’importante contributo che possono portare le imprese, per le quali la transizione genera opportunità di risparmio e apprendimento e che è opportuno sostenere con strumenti mirati di informazione e di alleggerimento degli oneri burocratici.

Il professor Mario Jametti, direttore dell’IRE, ha concluso l’incontro sottolineando come l’Istituto di ricerche economiche sia attivo già da diversi anni sul tema della sostenibilità, con attività di ricerca, ma anche di divulgazione e di lettura delle attitudini dei ticinesi, per esempio mediante l’indagine “Barometro delle energie rinnovabili”, ormai giunta alla terza edizione.