Eventi
aprile
2027

L'edizione 2025 di confronti in sintesi - La grande ricchezza: il ruolo economico e fiscale di successioni e donazioni in Svizzera

Prof. Marius Brülhart
Prof. Marius Brülhart
Prof. Marius Brülhart
Prof. Marius Brülhart
Tavola rotonda
Tavola rotonda

Istituto di ricerche economiche

Il 2 dicembre 2025, presso l'Aula magna del Campus Ovest dell'Università della Svizzera italiana a Lugano, si è svolto l'evento confronti 2025 organizzato dall'Istituto di ricerche economiche (IRE). L'incontro ha approfondito il tema della tassazione delle eredità e delle donazioni in Svizzera, con particolare focus sul Canton Ticino, riunendo esperti accademici e rappresentanti istituzionali e del mondo imprenditoriale.

 

La crescita delle eredità e il calo della tassazione

Il Professor Marius Brülhart dell'Università di Losanna, keynote speaker dell'evento, ha presentato dati significativi sull'evoluzione delle eredità in Svizzera. Nel corso del XXI secolo, le eredità sono cresciute al doppio della velocità dei redditi, con un valore che nel 2025 supererà probabilmente i 100 miliardi di franchi svizzeri tra successioni e donazioni tra vivi. Questo rappresenta un trasferimento annuale di ricchezza di proporzioni considerevoli, che spesso beneficia persone già benestanti e in età avanzata.

Paradossalmente, mentre la base imponibile delle successioni aumenta, l'aliquota media dell'imposta sulle eredità in Svizzera è scesa dal 4,5% negli anni Novanta all'attuale 1,5%. Questa tendenza si inserisce in un contesto internazionale più ampio di riduzione delle imposte successorie, osservabile anche in Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito. Il Canton Ticino ha seguito questa traiettoria, riducendo negli ultimi anni le aliquote sull'imposta di successione, con interventi legislativi significativi tra il 2018 e il 2024.

 

Il quadro normativo ticinese

Giordano Macchi, Direttore della Divisione delle Contribuzioni del Canton Ticino, ha illustrato il sistema fiscale cantonale. In Svizzera, l'imposta sulle successioni e donazioni è di competenza esclusivamente cantonale, senza armonizzazione federale. Il Ticino attualmente non prevede imposte per il coniuge, i discendenti e gli ascendenti in linea diretta, mentre applica aliquote differenziate per altri gradi di parentela.

La riforma del 2024 ha introdotto importanti novità: riduzione delle aliquote massime per diverse categorie di beneficiari, agevolazioni specifiche per le successioni aziendali con una riduzione del 50% delle aliquote se l'impresa viene mantenuta per almeno cinque anni, e l'introduzione di una nuova quota esente di 10'000 franchi annui per le donazioni. L'aliquota massima sull'imposta sul reddito è stata progressivamente ridotta dal 15,1% nel 2024 al previsto 12% nel 2030, mentre l'aliquota sulla sostanza è passata dallo 0,35% nel 2017 allo 0,25% nel 2020.

Il gettito fiscale derivante dall'imposta di successione e donazione in Ticino si attesta attorno ai 50-80 milioni di franchi annui, con significative variazioni dovute alla natura imprevedibile delle successioni. A questo si sommano circa 200 milioni di franchi annui dall'imposta sulla sostanza a livello cantonale e 160 milioni a livello comunale, evidenziando l'importanza del patrimonio come fonte di entrate fiscali.

 

La concentrazione della ricchezza

Un aspetto cruciale emerso dalla discussione riguarda la concentrazione del gettito fiscale. In Ticino, lo 0,4% dei contribuenti con redditi superiori a 500'000 franchi genera il 17% dell'imposta sul reddito, mentre lo 0,8% (con sostanze superiori a 5 milioni) produce il 40% dell'imposta sulla sostanza. Questa concentrazione rende il sistema fiscale particolarmente sensibile ai comportamenti di una piccola élite di contribuenti.

Il direttore Macchi ha evidenziato come negli ultimi vent'anni il numero di persone ad alto reddito sia significativamente aumentato in diverse città svizzere, con Lugano che registra una crescita da 21 a 102 contribuenti con redditi imponibili superiori a un milione di franchi tra il 2003 e il 2021. Questa evoluzione demografica della ricchezza ha implicazioni importanti per la pianificazione fiscale cantonale.

 

Il dibattito sulla mobilità fiscale

Uno dei temi principali è stato l'impatto della competizione fiscale sulla mobilità dei contribuenti ricchi. Il Professor Brülhart ha presentato ricerche che dimostrano come le riduzioni delle imposte sulle successioni nei cantoni svizzeri siano state motivate principalmente da argomenti sulla mobilità dei contribuenti, ma i dati empirici non hanno mostrato effetti significativi a lungo termine né sulla base imponibile né sulle entrate fiscali.

Tuttavia, per quanto riguarda l'iniziativa popolare federale del 30 novembre 2025, che proponeva un'aliquota del 50% sui patrimoni superiori a 50 milioni di franchi, le stime del Professor Brülhart suggerivano che tra la metà e i tre quarti dei contribuenti interessati avrebbero potuto lasciare la Svizzera o non stabilirvisi, con una significative perdita della base imponibile e un effetto netto sulle entrate fiscali compreso tra -0,7 e +0,3 miliardi di franchi.

Questo impatto è spiegato dalla "curva di Laffer" applicata alle imposte successorie: esiste un punto oltre il quale aumenti delle aliquote producono minori entrate a causa della migrazione dei contribuenti. La magnitudine dell'aumento proposto dall'iniziativa federale (circa 28-39 punti percentuali) era significativamente superiore alle modifiche cantonali storiche (mediamente 2-3 punti percentuali).

 

Le successioni aziendali e la filantropia

Nicola Tettamanti, CEO di Tecnopinz SA e Presidente di Swissmechanic, ha sottolineato l'importanza delle successioni aziendali per il tessuto economico ticinese. Nel settore metalmeccanico, solo il 30% delle imprese prevede di trasmettere l'attività all'interno della famiglia, rendendo cruciale trovare un equilibrio tra le necessità fiscali e la continuità operativa delle imprese. Le agevolazioni introdotte nel 2024 rappresentano un passo importante in questa direzione, riducendo della metà il carico fiscale quando i dipendenti o manager rilevano l'azienda.

L'Avvocatessa Genini ha invece sollevato il tema della filantropia e delle donazioni al terzo settore. Con la maggiore libertà testamentaria introdotta dalla riforma del diritto successorio federale del 2023, che ha ridotto la quota legittima dei figli da due terzi a metà del patrimonio, si aprono nuove opportunità per destinare risorse a fondazioni e organizzazioni di pubblica utilità. In Ticino esistono circa 817 fondazioni, anche se la maggior parte dispone di patrimoni inferiori al milione di franchi. Il Canton Ginevra, con realtà come la Fondazione Rolex, dimostra come la filantropia possa generare benefici territoriali significativi.

Il Professor Brülhart ha però avvertito sui rischi di un'eccessiva flessibilità nell'ambito applicativo delle fondazioni, che potrebbero trasformarsi in strumenti di elusione fiscale se non adeguatamente regolamentate.

 

Le sfide future

E`stata evidenziata la difficile situazione delle finanze cantonali ticinesi. Con un disavanzo strutturale significativo, pari a circa 700 milioni di franchi e una spesa modificabile di circa 2,5 miliardi di franchi, risulta praticamente impossibile pareggiare il bilancio esclusivamente attraverso tagli alla spesa. Raggiungere l'equilibrio tramite aumenti delle entrate richiederebbe incrementi del 50% delle imposte sulle persone fisiche o del 100% di quelle sulle imprese, opzioni politicamente ed economicamente irrealizzabili.

La discussione ha inoltre toccato il tema dell'emersione della ricchezza nascosta. Negli ultimi dodici anni, con la fine del segreto bancario internazionale, sono emersi in Ticino circa 12-13 miliardi di franchi di sostanza precedentemente non dichiarata, che ora contribuiscono regolarmente al gettito fiscale.

Si è discusso anche della peculiarità svizzera dell'imposta sulla sostanza, assente nella maggior parte dei paesi limitrofi. Alcuni partecipanti hanno suggerito che questa possa essere considerata una forma anticipata di tassazione successoria. In Ticino, l'1% dei contribuenti paga il 50% delle imposte sulla sostanza, mentre il 3% ne versa l'80%, confermando l'estrema concentrazione della ricchezza.

 

Conclusioni

L'evento ha messo in luce la complessità del dibattito sulla tassazione delle eredità in Svizzera. Da un lato, vi sono solide ragioni economiche per tassare le successioni: si tratta di una delle poche imposte che può incentivare l'attività economica (riducendo l'effetto disincentivante delle eredità sul lavoro degli eredi) e può contribuire a ridurre le disuguaglianze colpendo ricchezza "non guadagnata". Dall'altro, la competizione fiscale internazionale e intercantonale, insieme alla mobilità dei contribuenti più ricchi, pone limiti concreti all'azione dei singoli cantoni.

Il Professor Brülhart ha sottolineato come, in un contesto ideale, una coordinazione internazionale sulla tassazione delle grandi ricchezze – simile alla minimum global tax sulle multinazionali – potrebbe essere la soluzione ottimale. Tuttavia, la Svizzera, beneficiando attualmente della mobilità fiscale dei ricchi, ha scarsi incentivi a promuovere tale coordinamento, e l'attuale situazione geopolitica non favorisce accordi di questo tipo.

Emerge quindi la necessità di un approccio equilibrato che tenga conto delle esigenze di gettito fiscale, della competitività territoriale, del sostegno alle successioni aziendali e della promozione della filantropia, in un contesto di crescente concentrazione della ricchezza e invecchiamento demografico. La sfida per il Canton Ticino sarà mantenere un sistema fiscale attrattivo ma sostenibile, capace di finanziare i servizi pubblici senza indurre fughe di contribuenti strategici, in un equilibrio delicato tra efficienza economica ed equità sociale.

Sul sito web dell'Istituto di ricerche economiche sono disponibili le presentazioni dei relatori, la rassegna stampa dell'evento e la galleria fotografica, per rivivere i momenti salienti e approfondire i contenuti emersi.